Peschiera di stile neoclassico eretta tra il 1856 e

Peschiera
del Garda, a circa 25 chilometri dalla città di Verona,
si affaccia sul versante meridionale del suggestivo
lago di Garda; si tratta di una cittadina che è sempre stata un
crocevia fluviale di grande rilevanza. Durante la dominazione romana,
sfruttando il Mincio e le acque del lago di Garda, i popoli latini
la collegarono a Mantova. Ma su questo territorio si snodava anche la
via Gallica, che univa le città di Verona, Bergamo e Brescia. Dove
oggi sorge Peschiera i romani fondarono Arilica; era sede di due
collegi dove i giovani venivano formati al mestiere di navicellai; le
navicelle erano barche a vela che venivano usate per il commercio
sulle acque.

Per
proteggere il suo commercio Peschiera divenne una città fortificata,
e i canali facevano parte del suo sistema difensivo. Tracce di questo
passato, bastioni, cinta muraria e i fossati,
sono ancora visibili e potranno essere visitati dai viaggiatori che
trascorreranno un piacevole soggiorno nella regione del Garda.

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Cosa
vedere a Peschiera del Garda

Il
baluardo Tognon e Porta Brescia

La
fortezza di Peschiera è l’emblema di quello che è stata Peschiera
nella storia. Il lungo ponte sull’acqua, che con un camminamento
conduce a Porta Brescia, è il luogo ideale per immaginare come
poteva svolgersi la vita nella città fortificata di Peschiera del
Garda. È un luogo suggestivo situato a nord delle mura che cingono
la città. Percorrendolo a piedi si ammira in tutta la sua
magnificenza uno dei cinque baluardi, il Tognon con il suo minuscolo
varco, Porta Brescia, che costituisce il secondo ingresso alla città.

Si tratta di un varco piuttosto stretto progettato sul finire del
settecento da Anton Maria Lorgna. Tra i bastioni si para la cortina
muraria edificata con i mattoni a strapiombo sulla Fossa Reale.

Il
Forte Ardietti e le battaglie del Risorgimento

Conferma
la vocazione di città difensiva di Peschiera, il Forte Ardietti, una
struttura colossale di stile neoclassico eretta tra il 1856 e il
1861. La sua costruzione fu decisa dagli austriaci in seguito
all’assedio della città avvenuto nel 1848. Faceva parte infatti
del sistema di difesa del quadrilatero austriaco, poteva contenere
circa 600 uomini e disponeva di un arsenale di undici cannoni,
dodici obici e due mortai. Progettato da Michael von Maly, architetto
e colonnello austriaco, ha una struttura a forma ottagonale costruita
con murature a secco; nella parte posteriore era presente un ridotto
a due piani e un cortile interno.

Una
volta conclusa la sua utilizzazione a scopi bellici il forte venne
usato sino alla fine dell’ottocento come deposito per le munizioni,
fino a quando non passò al Regno d’Italia. Il
forte è in perfette condizioni, la visita è fortemente consigliata.

Il
Santuario della Madonna del Frassino
La
costruzione del santuario della Madonna del Frassino si deve a un
fatto leggendario che sarebbe avvenuto ad un contadino della zona,
Bartolomeo Broglia. Secondo la narrativa popolare
l’uomo, durante il suo consueto lavoro
nei campi, fu attaccato e morso da un serpente. Nel timore di morire
invocò l’aiuto della Madonna e alzando lo sguardo vide poggiata sul
ramo di un frassino una piccola statua della Vergine che reggeva un
bambino, suo figlio Gesù; entrambi erano avvolti in una nuvola di
luce. Bartolomeo, salvato dalla morte si arrampicò sull’albero e
prese con sé la statuetta per tornare a casa dove la mostrò alla
sua famiglia, prima di riporre l’oggetto salvifico in un cassetto. La
vicenda fece molto rumore e tutta la comunità volle vedere l’oggetto
miracoloso; quando il contadino aprì il cassetto lo trovò vuoto.

La statua era miracolosamente tornata sul ramo del frassino. Oggi la
piccola scultura è ancora lì, in una cappella sul frassino dove si
materializzò la prima volta.

Il
santuario rinascimentale fu costruito nel 1515, in seguito a
quell’evento. Qualche anno più tardi Leone X autorizzò anche la
costruzione di un convento per i monaci.

L’edificio
merita una visita non soltanto per la suggestione del racconto ma
anche per la bellezza della struttura e per il suo valore culturale.

Nel corso dei secoli, infatti, la chiesa monumentale si è arricchita
di opere d’arte. Tra queste vale la pena segnalare alcune tele del
Farinati, disposte su tre altari. I viaggiatori potranno ammirare la
Natività, la Sacra Conversazione e infine la Vergine con alcuni
santi. Su un quarto altare invece è esposta una tela attribuita a
Zeno da Verona, che raffigura San Pietro e San Giovanni. A destra
della Cappella Maggiore è presente un affresco della Scuola del
Morone: l’apparizione della Vergine al contadino.

Tempo
libero a Peschiera del Garda

La
vita di Peschiera si svolge tra le mura di cinta della città
fortificata È consigliato un giro tra i vicoli dove si aprono
botteghe e negozietti caratteristici: si trovano sia oggetti che
raccontano la storia di questi luoghi sia prodotti enogastronomici
tipici della zona. A Peschiera e in generale in tutta la zona del
Garda si mangia molto bene. 
Chi
preferisce trascorrere un periodo di relax può passeggiare sulle
ormai note spiagge di
ghiaia e sabbia sulla riva del lago. D’estate è piacevole prendere
un po’ di sole e nuotare nelle acque del Garda, che sfiorano nei
giorni più caldi addirittura i trenta gradi.

Gli
appassionati degli sport acquatici invece potranno noleggiare una
barca a vela per un giro del lago, noto come uno tra i migliori campi
di regata. I viaggiatori avranno a disposizione scuole specializzate
e agenzie di noleggio di imbarcazioni, tutte di buon livello.

L’itinerario
Peschiera Borghetto è invece ideale per i bikers. Si tratta di un
percorso di 15km immerso nel verde; non presenta alcuna difficoltà,
la pista ciclabile è pianeggiante ed asfaltata e offre la
possibilità di godere del panorama della natura senza richiedere un
eccessivo sforzo fisico. La destinazione è un vero proprio regalo
per gli escursionisti. Borghetto infatti è uno dei borghi medievali
più belli d’Italia. Dopo tanto pedalare, al viaggiatore si consiglia
di approfittare di uno dei ristoranti del luogo, per per gustare le
specialità della zona del Garda veronese. I tortellini burro e
salvia sono una delizia.

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